Con la crisi i nuovi PC e notebook non si vendono, ma rinasce il mercato dell'usato tecnologico.

 

L'anno scorso, gli esperti di settore annunciavano che a partire da quest'anno avremmo visto segni di rialzo nel mercato del personal computer, come conseguenza dell'upgrade a Windows 10, a Skylake e ad altri nuovi pacchetti tutto-in-uno. Potrebbe anche darsi che nel 2016 il mercato riprenda la sua vivacità originaria, fatto sta che non è ancora accaduto - le vendite dei pc al momento sono inferiori alle quote registrate nel 2007. Come mai?

In realtà, secondo Mikako Kitagawa, analista per Gartner, una società americana che effettua analisi di settore, la vendita dei nuovi PC due-in-uno (notebook e tablet) è aumentata, ma non tanto da coprire il calo drastico nelle vendite dei desktop e dei notebook tradizionali.

Le ragioni del declino delle vendite dei PC sono diverse: il passaggio a Windows 10 che si rivela più lento del previsto, la crisi che ancora si fa sentire sia in America, che in Europa, che nei mercati emergenti, riducendo i margini su ampissime fette di mercato...
Inoltre, anche le aziende e le pubbliche amministrazioni sono in fase di "austerità", ed hanno perciò rinunciato ad acquistare al nuovo, rivolgendosi piuttosto al fiorente mercato dell'usato... Un mercato che, complice la crisi, sta conoscendo una nuova fioritura, assieme ad un netto ritorno dell'open source (se mai è passato di moda).

Una crisi di settore quella del notebook/PC che ha avuto un impatto negativo anche sulle vendite dei principali fabbricanti di processori, come Intel e AMD. Tuttavia, Intel ha assorbito il colpo puntando maggiormente sull'area software e server, oltre che sui famosi Due-in-uno.
L'AMD ha sofferto maggiormente della crisi di vendite, anche perchè si tratta di un calo drammatico avvenuto in una manciata di anni (dal 2009-2010 in poi) e che non accenna a fermarsi.
Infatti, i tempi di upgrade da parte dell'utente medio sono passati dai sei anni di qualche anno fa, agli otto anni previsti per queste ultime tecnologie. La dura verità, però, è che per via della crisi, moltissimi utenti NON hanno proprio intenzione di passare al modello successivo, nè di passare al cosiddetto Ultramobile Premium, ossia alla tecnologia combinata di fascia più avanzata. Semplicemente, rimarranno dove sono, sfruttando più a lungo quello che hanno, oppure compreranno usato, accettando di doversi accontentare di una tecnologia superata - anche se il termine "superato" in questo settore di solito si riferisce a prodotti con uno/due anni di vita.