Cambio di programma: la Microsoft adesso strizza l'occhio al mercato dell'usato


Quando la Microsoft annunciò l'uscita della Xbox One, profetizzò anche che in futuro quasi tutti i giochi sarebbero stati digitali e condivisi tra più giocatori tramite il Family e Friend sharing. Una visione che non si è ancora realizzata, per una serie di ragioni, una fra tutte il fatto che Microsoft insista nell'esigere che le proprie console rimangano sempre connesse e le difficoltà che gli utenti trovano nel rivenderle come usato.

E' interessante notare, però, che voci di corridoio sostengono che Microsoft stia pensando di rivedere il proprio concetto di mercato digitale, cambiando radicalmente prospettiva - ossia invitando esplicitamente i propri utenti a rivendere i propri giochi usati, in cambio di uno sconto sul prezzo di acquisto.
Ad ogni modo, altre aziende hanno provato, in passato, a "spingere" il mercato dell'usato tecnologico, ma senza successo.

Innanzitutto, guardiamo le cose dal punto di vista di un rivenditore. Nel mondo fisico, quando un rivenditore di giochi vende un prodotto usato,  percepisce tutti i profitti della vendita.

Nella vendita di prodotti nuovi, invece, i profitti vengono divisi tra il fabbricante, il grossista e il dettagliante. In teoria, il vostro rivenditore di fiducia potrebbe comprare un gioco digitale "usato" e rivenderlo di nuovo a prezzo scontato, guadagnandoci sopra.


Di contro, possiamo dire che non c'è differenza tra un gioco digitale nuovo ed uno usato. E poi, se il vostro rivenditore di fiducia fa bene il suo lavoro, non ci dovrebbe essere differenza tra nuovo ed usato nemmeno nelle copie fisica di un gioco digitale: i dati sul CD sono esattamente gli stessi, anche se manca la scatola e il manuale utente.


Dal punto di vista del venditore, la vendita di un gioco digitale sarebbe identica a quella di un gioco su supporto fisico. L'utente acconsente a ridare indietro il titolo al negozio in questione, riceve un buono acquisto e l'accesso a quel titolo viene rimosso dalla library di quell'utente. La domanda per è un'altra, l'utente rinuncerebbe volentieri a tutte le funzionalità di un gioco nuovo, come il Family sharing? Inoltre, considerato che molti hanno decine e decine di titoli che non usano più, il 10% di sconto non è un po' troppo?